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Lo spazio inventato

evoluzioni e involuzioni di un appartamento

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WORKINHOSTEL

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La vision è quella di un progetto di medio termine, sostenibile grazie a una rete sinergica di soggetti coinvolti. 

Primo step: creazione di uno spazio da aprire ai freelance, agli eventi, alla formazione, alla città.
Secondo step: sviluppo di un’infrastruttura. 
Terzo step: avvio di una strategia di marketing idonea ad attrarre sul territorio.

 

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segni distintivi

il primo fu certamente il tavolo Gidea di Ikea. Anche se avrei voluto quello di design cui si ispirava, con un grande piede centrale e non le quattro gambe in acciaio, un solo pezzo e non un assemblato, insomma un pezzo unico e non un mobile ikea. Ma tant’è.

effetti speciali

sulle pareti. Volevamo da subito un impatto forte per la casa, volevamo imprimerle una personalità precisa. Abbiamo scelto di farlo con i colori, uno per camera, su tutte le pareti. Oggi non lo rifarei. Abbiamo dato luce ma al contempo abbiamo tolto la luce naturale che il bianco donava a tutto l’ambiente. Che sembrava certamente più grande.  Però 10 anni fa ci sembrava giusto così. Era la nostra prima casa, era bello sbizzarrirsi un po’. In più, volevamo un effetto vintage: macchie di colore più chiaro e pennellate più scure, insomma un colore sfumato, non piatto, evitando però effetti come lo spugnato.  Il lavoro fu eseguito da un’amica decoratrice. I colori viola, rosa lilla, azzurro, giallo, declinati in diverse nuances. Mancava il rosso, il mio preferito, ma pensammo che avrebbe dato un tono troppo scuro all’ambiente.

Luogo di nascita.
O di rinascita.
Il blog, come il sito.
Il sito, come la casa.
Home.
Lo spazio di dentro modificato, personalizzato.
Rimodellato, riassemblato, stratificato.
Lo spazio di fuori, talvolta, fin dentro casa.
Come una nave che va alla deriva.

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